Mag 31, 2018 - Senza categoria    No Comments

Rialzare le frequenze

Trovare persone che viaggiano alla nostra stessa frequenza.
Oggi la cosa dovrebbe essere meno complicata visto il numero sempre in crescendo di persone che stanno muovendo i loro primi passi verso il risveglio. Eppure continuo a non trovare sul mio cammino, se non tramite la rete, individui con i quali condividere questa crescita. Per quanto trovi affascinante ascoltare video e leggere altri blog sulle esperienze di molti, non riuscire a sperimentare più un faccia a faccia con i miei simili inizia a diventare un po’ frustrante. Molto probabilmente nel corso degli anni mi sono abituata troppo bene, e sono consapevole della grande fortuna che ho avuto nel condividere esperienze uniche con persone altrettanto “uniche” …ma sono passati molti anni e sento il bisogno di un confronto diretto con loro. Nel mentre, il mio contorno mi sta lentamente soffocando.

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Questa immagine è l’esatta espressione del mio stato attuale. Ho bisogno di sentirmi libera e di riprendere a crescere. Oggi più che mai sento la mancanza del mio “gemello”.

Mar 13, 2018 - Senza categoria    2 Comments

Ascoltare senza perdere l’orientamento

“La comunicazione parte non dalla bocca che parla ma dall’orecchio che ascolta.”

Ultimamente questo è un argomento che mi tocca molto da vicino. Parlare senza essere ascoltati ed essere continuamente sepolto dalle chiacchiere degli altri senza un minimo di riguardo nei tuoi confronti, come se il tuo dover ascoltare ogni lamentela umana sia un obbligo dal quale non puoi sottrarti, e “scusa ma non credo tu mi stia parlando di te e se mai oserai farlo mi volterò dall’altra parte e parlerò delle mie grandi gesta o lamentele con qualche altro mal capitato”.
Sin da piccola ho sempre amato ascoltare le persone, e se potevo aiutarle in qualche modo non mi sono mai tirata indietro…sono sempre stata considerata una buona amica per questa mia disponibilità, solo che oggi mi rendo conto di quanta poca sincerità ci fosse dietro a quel “sei una persona speciale”, che troppo spesso mi veniva detto solo per farmi piacere e per fare in modo che si potesse approfittare della mia buona fede. Un po’ tacchina lo sono stata, lo ammetto, ma si cresce…e s’impara da tutto quello che ci accade.
Mi piace chi ha da dire, mi piace apprendere da chi ha cose costruttive da raccontare, anche se vuol dire ascoltare la storia della vita di un’altra persona più di una volta…ho imparato molto e conosciuto luoghi mai visti attraverso i racconti di mio padre, mia madre, mia nonna e tante altre persone incontrate durante questa mia esistenza; ma se devi soffocarmi con le tue lamentele sul prossimo, la stessa lamentela ogni volta che ti sento, no grazie, la tua energia negativa ingoiatela da sola/o perché io ho iniziato una dieta per la mia anima dove sono vietate le stronzate e la mediocrità altrui.
Bisogna imparare a fare una selezione nella nostra vita, eliminare chi ti impedisce di progredire e disturba le tue frequenze, chi ricopre di erbacce il tuo sentiero con il tentativo di farti perdere l’orientamento dal percorso che ti eri scelto in origine. Non lo fanno sempre di proposito, ma sono altrettanto dannosi per la tua formazione. Perciò dico basta al chiacchiericcio distruttivo anche a costo di diventare poco gradevole…che poi, se non ti voglio ascoltare non credo mi disturberà starti un po’ sulle palle.

Mar 11, 2018 - Senza categoria    No Comments

Pinguino V/S Panda

Scrivere senza avere argomenti da esporre. Dovrei dare più vita a questo blog, ma la completa assenza di successi in questa mia esistenza mi blocca dal portare avanti anche la cosa più banale. Figuriamoci doversi mettere a scrivere di un qualsiasi argomento per la felice lettura di una manciata di spettri che fanno le loro apparizioni tra queste pagine per poi trovare ancora più patetica questa dimensione. Si perché diciamocelo, tutto questo è abbastanza patetico. Da qualche parte c’è scritto che gli starseeds sono dei depressi (per farla breve senza riattaccare la solita solfa sul come riconoscerli ecc.), dei lupi solitari con sbalzi di umore come se fossero affetti da mestruo 360 giorni l’anno. Oggi mi deprimo perché mi sono svegliata di questo umore…punto…solo questo…?! O forse mi ci sono svegliata perché il giorno prima sono andata a dormire con l’umore già grigio per una giornata per nulla costruttiva…infondo va avanti così da settimane, mesi, anni. Domani potrei svegliarmi con un’euforia tale da far invidia a uno di quei pinguini schizzati che si vedono sui video di Youtube, e non perché la sera prima sono andata a dormire con la luna girata nel verso giusto, carica di speranze per un futuro brillante che sta lì ad attendere solo me…no no, mi sveglio così senza un motivo. È frustrante andare a dormire e non sapere con che umore ti sveglierai il giorno seguente…che poi ci sono quei giorni in cui ti svegli bene e poi arriva l’essere inutile di turno a farti capovolgere la giornata, e mai che succeda il contrario, per carità.
Dunque mi trovo a scrivere nulla di costruttivo, in una discussione senza senso, con la flemma di un Panda dopo il pasto…forse dovrei fare merenda!?

Nov 14, 2017 - Senza categoria    No Comments

Anime Coraggiose

Ho iniziato questo blog sperando di dare e trovare risposte, dentro di me ma anche fuori. Sapevo di non aver intrapreso un modo facile per arrivare alle persone. Con i social del momento, dove tutti ci mettono la faccia senza pensarci su due volte, io ho scelto di rimanere dietro ad uno schermo, incapace di esporre troppo la mia persona. Scelta codarda lo so, ma la mia timidezza/insicurezza mi ha già ostacolata un bel po’ per aprire questo forum, figuriamoci aprire un canale YouTube o simili.
Troppo spesso, per colpa di questo carattere troppo introverso, mi sono trovata a ripetere “non è facile essere me”, pensando a me come ad un essere speciale. La verità è che siamo tutti esseri speciali e che non è facile essere nessuno di noi…non è facile indossare il vestito di un umano. Siamo una grande energia in dei piccoli corpi fragili e troppo spesso, incapaci di sostenere questo carico energetico, andiamo in confusione e ci perdiamo lasciandoci cullare dalle illusioni che ci circondano. Così lasciamo passare il tempo e ci diciamo che lo faremo domani, senza pensare che il domani inizia da oggi, che il domani non ci è mai stato promesso tantomeno assicurato. Così come non ci è mai stato promesso che sarebbe stato facile scendere e fare questa esperienza…tutt’altro. E allora iniziamo adesso a fare il domani; sbagliando, cadendo, con le nostre incertezze e paure, con il desiderio di mollare e mandare tutto il nostro impegno all’aria…ma solo per un momento, perché siamo comunque umani e lo sconforto del momento ci è concesso…Senza mai dimenticare che siamo anime coraggiose e le anime coraggiose trovano la giusta soluzione, si rialzano più determinati e forti e non mollano mai.

Ago 26, 2017 - Senza categoria    No Comments

Accettare il Patto

Non ho mai scritto un libro, o aperto un forum o un blog prima, ma sentivo il bisogno di raccontarmi e di trovare persone come me o come si dice tra quelli come noi…trovare la mia gente, my tribe.
Sono uno starseed. Come lo so? Bella domanda. Credo di averlo sempre saputo o almeno ho iniziato a mangiare la foglia nel periodo della mia adolescenza. Ma le cose si sono chiarite man mano negli anni riportando alla luce ricordi della mia infanzia che erano chiari segni di una mia decisa differenza dai bambini che mi circondavano.
Le cose non sono state chiare da subito, e ci sono voluti anni, avvenimenti e persone per portarmi sulla strada del mio patto. Molti indaco, starseeds e operatori di luce aprono blog, canali YouTube e altri social per condividere, ispirare e risvegliare quanti più di noi possibile…io per il momento ho solo bisogno di condividere sensazioni, emozioni e domande che mi portano ad isolarmi dal mondo. Perché è questo che succede alla maggior parte di noi quando prendiamo coscienza e tutto quello che ci circonda diventa una pura illusione. La realtà della massa è per noi illusione, la nostra realtà è per loro il delirio di un gruppo sempre più vasto di persone che vogliono scappare da quella realtà per non accettare l’inferno che hanno creato. Veniamo definiti con epiteti sempre più vari…visionari, folli, illusi. Veniamo derisi, e per evitare tutto questo ce ne restiamo nell’ombra, ci isoliamo perché non ci sentiamo a nostro agio nella loro superficialità. Non so voi, ma quando li vedo fomentarsi per certe banalità mi sale una tristezza e mi sento incapace di poterli aiutare. Mi sento impotente davanti a tanta ignoranza e disprezzo nei confronti della vita…perché il punto è questo; chi “dorme” viene nutrito dall’ignoranza e automaticamente non rispetta la vita, la loro in primis e di conseguenza se non rispetti te stesso non potrai mai rispettare chi incontrerai sul tuo cammino. Non so se le mie parole possano o meno avere un senso per chi sta leggendo, sarà che sono una folle, illusa visionaria?! …ma si, lasciamo credere a chi non è ancora pronto al risveglio ciò che vuole. Anche io sono stata una dormiente e lo ammetto, ho deriso alcune persone (tra le tante) che hanno fatto parte del mio patto per un breve periodo. Ma oggi darei chissà cosa per ritrovarli e ringraziarli per aver lasciato in me quel seme che oggi sta dando i suoi frutti aprendo un’altra finestra su quei ricordi che erano destinati a riemergere.
Proverò a ricordare ognuno di loro se ne sarò capace…perché vi assicuro che il mio risveglio è stato un tira e molla di “si e di no”, di “dove siete?” e di “andatevene via”, di “aiutatemi” e di “non mi serve nulla.”
Partiamo dalla mia infanzia. Con la mia famiglia ci siamo trasferiti in un altro paese fuori dall’Europa quando aveva tre anni, e prima di quel giorno non ricordo nulla…davvero, i miei ricordi si sono accesi su quel Boeing 747. Prima di allora il buoi totale…credo.
In questo paese ho conosciuto molte persone e stretto grandi amicizie che ancora oggi esistono nonostante io sia rientrata in Italia poco più di due anni dopo. In quegli anni due persone mi hanno guidato nei primi passi di vita: una era un medico che dopo un mese li mi ha fatto comprendere che conoscevo la loro lingua come se fosse la mia di nascita…li capivo e parlavo tranquillamente una lingua che non avevo mai sentito prima. Avevo tre anni ed ero lì solo da un mese. La seconda persona era una donna che viveva a pochi isolati da casa nostra. Era una donna anziana, sola, che il pomeriggio mi veniva a prendere, mi portava al parco e poi mi portava da lei dove mi aspettava una merenda meravigliosa. La chiamavo nonna anche se non avevamo nessun legame di sangue, ma con me si comportava come se lo fosse realmente. Ha fatto quello che fa una nonna, insegnandomi le cose banali come ad attraversare la strada e riconoscere i colori del semaforo…a quattro anni ero in grado di attraversare da sola la strada senza incertezze. Mi ha insegnato anche a inquadrare le persone…sapevo chi non dovevo far avvicinare, come se avessi un istinto già programmato, lei mi ha semplicemente ricordato di accenderlo. Nella vita ho sempre inquadrato immediatamente le persone dannose da tenere alla larga, e anche quando per qualche ragione karmica mi trovo a farle entrare nella mia vita, so già che saranno dei creatori di forti disagi.
Tornata in Italia mi sono sentita da subito un outsider, ma attribuivo tutto al semplice fatto che venivo e mi consideravo di un altro paese, e così venivo considerata dagli altri nonostante fossi italiana a tutti gli effetti. Questa sensazione non mi ha mai abbandonata nel corso degli anni, ed in parte è anche colpa mia perché non mi sono mai sentita totalmente italiana e neanche mi sono mai sforzata di provarci. Come dicevo prima non ho ricordi della mia Italia precedenti al nostro ritorno in patria e sono tutt’oggi molto legata al mio paese di adozione tanto da considerarlo casa e sentirne una soffocante nostalgia.
Alle elementari ho avuto la fortuna di trovare una maestra che insegnasse la mia lingua di adozione, cosa rara agli inizi degli anni 80…infatti eravamo l’unica classe a farlo in quella scuola se non ricordo male. Perciò non ho mai perso questa seconda lingua e tutt’ora la parlo correttamente come se fosse mia da sempre…bhe…lo è in effetti.
In quel periodo ho iniziato a sentire la mia famiglia sempre meno mia, come se non vi appartenessi…avevo solo un forte legame con mio padre e sentivo nostalgia di mia sorella che, molto più grande di me, aveva deciso di rimanere e non tornare in italia. Sentivo che solo lei e mio padre erano i miei veri legami. Ho pianto spesso chiedendomi dove fosse la mia vera famiglia, e non so perché aspettavo che tornassero a riprendermi come farebbe un bambino lasciato in un orfanotrofio.
Crescendo ho creato dei legami con alcuni di loro, in particolare con mio fratello e con una delle mie sorelle…ed è successo solo quando sono entrati nella loro vita mia cognata e mio cognato, come se in realtà facessero parte di quella famiglia che aspettavo. E solo adesso mi rendo conto che gli anni passati fuori dall’Italia li ho passati principalmente con loro due senza mai badarci. Il rapporto più complicato l’ho sempre avuto con mia madre, cose se a livello karmico ci fosse stata imposta la sopportazione a vicenda, e non ci siamo mai tollerate molto. Con mia sorella maggiore invece ho avuto sempre un rapporto di gioco. Non ci siamo mai prese seriamente e neanche il nostro rapporto è mai stato molto profondo. Lei era quella che consideravo non parte della mia famiglia, ma non in senso negativo, è sempre stata quella di loro che mi fa fare un sacco di risate.
Spesso mi trovavo a contemplare il cielo. Avrò avuto tra i setto e gli otto anni, e mi ripetevo guardando le nuvole o le stelle: “un giorno tornerò li, tornerò a casa” …ma non mi riferivo al mio paese di adozione. Una volta lo dissi a mio cugino e questo mi guardò sorridendo come se avesse a che fare con una povera pazza. Fu l’ultima volta che accennai queste mie convinzioni a qualcuno per almeno una ventina di anni.
Il tempo passava e io cercavo di integrarmi in qualche modo con questa società. Frequentavo i miei compagni di scuola, gli altri bambini del quartiere, mi sono iscritta ad attività sportive. Una normale infanzia, devo dire molto felice in effetti. Almeno una volta l’anno rivedevo mia sorella, o lei veniva in Italia o noi andavamo da lei, e questo mi rendeva felicissima perché potevo tornare nel mio amato paese di adozione e rivedere le persone (amici e parenti) che vi avevamo lasciato. Era sempre una gioia tornarvi…e un vero incubo rientrare in Italia (giuro che amo questo paese ma ce n’è voluto di tempo per farlo).
Ero riuscita a farmi un sacco di amici, e con alcuni di loro ho stretto legami molto profondi tanto da considerarli, dopo quasi quarant’anni, ancora i miei migliori amici. Ero un po’ meno outsider ma questo non vuol dire che fossi del tutto integrata al branco e alla mia famiglia. Sempre in quegli anni sono iniziati i miei sogni. Sognavo cose impossibili da concepire per una mente infantile, sogni che mi lasciavano con mille domande ma che stranamente sapevo essere una cosa normale, come se avessi dentro di me un’altra coscienza che sapeva. Ehhh…a saperlo prima mi sarei risparmiata parecchi passaggi inutili in effetti; ma dicono che anche quelli fanno parte del percorso che ci siamo scelti.
Poi ad un certo punto, sempre tra infanzia e adolescenza è iniziato il mio grande tormento, quello che poi si è calmato e ha trovato pace e risposte solo quando ho compiuto ventinove anni. Ad un certo punto ho iniziato a chiedere alla mia famiglia se quando ero nata non fossimo in due. Eh lo so…” strano che i tuoi non ti abbiano internata da ragazzina?!” …dovevano amarmi molto o pensare che fossi una bimba con una grandissima immaginazione.
Mi ero convinta di avere un gemello da qualche parte nel mondo. I primi anni tormentavo in modo vago la mia famiglia su questo presunto bambino (si perché per me era un maschio), convinta che dopo quattro figli al massimo se ne potevano permettere solo uno in più e l’altro lo avessero dato in adozione. Avevo meno di dieci anni e vedevo troppi cartoni animati di bambini abbandonati, tipo Candy Candy & co… (che poi essendo una famiglia di già tre femmine e un maschio ovviamente se dovevano scegliere avrebbero scelto un maschio e non me…ma io in effetti di immaginazione un po’ ne avevo, e di questo fratello ne sentivo l’esistenza, ma ovviamente ormai vedevo il mondo con occhi tridimensionali e non comprendevo)
Ho cercato questo fratello in qualunque persona finissi per affezionarmi, lui doveva esistere. Confessai questa mia fissazione al ragazzo con il quale stavo da tre anni quando avevo circa diciannove anni, e anche lui rise dicendomi che era impossibile che i miei mi avessero nascosto una cosa così grande. Dentro di me sapevo che aveva ragione. Mio padre diceva sempre che dove si mangia in quattro si mangia in cinque, e lui ci ha amati tutti nello stesso medesimo modo…non avrebbe mai lasciato una parte di se senza la sua protezione. Il mio era un grande padre, come pochi se ne trovano…peccato che in pochi hanno compreso la complessità della sua persona e la sua grandezza…infondo anche lui era uno strassed.
Gli anni passavano, io continuavo a fare sogni assurdi e a sentire la mancanza di un gemello che ormai era per me il semplice frutto di una sana immaginazione alimentata da quel senso di non appartenenza alla mia famiglia biologica…una parte di me si era rassegnata e mi chiusi sempre di più in me stessa. Non ero una bambina molto loquace già di mio e queste mie convinzioni mi portavano sempre di più a cercare la solitudine, e il più delle volte rifiutavo di uscire con gli altri bambini a giocare sotto casa per starmene chiusa in camera a disegnare o scrivere sul mio diario o semplicemente a giocare da sola creando storie. Questo però non mi era sempre possibile perché nonostante tutto avevo preso impegni che mi portavano a socializzare un minimo con il mondo esterno e un bel giorno, dopo gli allenamenti sportivi, mi ritrovai fuori dalla palestra con le mie amiche e due di quelle che ancora oggi sono le mie migliori amiche. Si parlava di tutto e niente; del solito ragazzino che piaceva, delle prossime gare, di materie che proprio non ci entravano in testa…insomma soliti discorsi da adolescenti. Poi qualcosa catturò la mia attenzione, una discorso accese qualcosa dentro di me, qualcosa che cambiò per sempre quella ragazzina. L’argomento in se non era il punto ma quello che rappresentava lo era. Parlavano di cartomanzia e di come questa cosa ti potesse in qualche modo predire il futuro o far comprendere situazioni ignote. Da lì iniziai ad interessarmi di cartomanzia, rune, I ching…tutto ciò che mi potesse dare delle risposte…perché da questo avevo compreso che c’era dell’altro, che la vita non era solo quello che vedevamo ma che dietro un velo c’era qualcosa che non ci era dato vedere per qualche strano motivo. Ma quale era questo motivo? Cosa c’era dietro quel velo? Iniziai così a farmi altre domande. Sulla vita, su chi fossi e se c’era del vero nei miei sogni. Diventai stranamente brava nella lettura di tarocchi, rune e I ching…come se qualcosa dentro di me mi guidasse in modo naturale su queste mantiche, un po’ come quando ho iniziato a parlare una lingua che prima di allora mi era estranea. Era dentro di me ma ancora non lo sapevo. Ovviamente, come tutto nella mia vita, anche questo aveva alti e bassi. Ero affascinata e impaurita e questo aumentava la mia confusione. Continuai la mia vita regolarmente, come una qualsiasi adolescente, o quasi. I sogni continuavano a farmi visita. Sognavo luoghi mai visti ma che sentivo appartenermi. Sognavo persone mai viste ma che al risveglio mi facevano sentire la loro nostalgia. Sognavo situazioni che sapevo di dover aggiustare. Sognai una me adulta…sognavo, sognavo e mi tenevo tutto per me, perché neanche le mie amiche sarebbero state in grado di capire. Questo almeno lo credevo fino ad un certo punto della nostra vita. Poi qualcosa mi ha portato a comprendere che se ero stata portata da loro un perché c’era. La vita non va mai a caso, l’universo si muove sempre al fine di guidarci sulla via del nostro patto.
Una domenica come tante, io e le mie amiche ci trovavamo in centro a farci il solito giro pomeridiano e come sempre si finiva per incontrare qualche ragazzetto carino che la domenica dopo risultava già troppo appiccicoso e quella dopo ancora ti ritrovavi a scappare tra i vicoli della città per evitare di incontrarli. Fu in uno di quei pomeriggi che per scappare al gruppetto di turno ci trovammo a correre per uno dei vicoli, al tempo inesplorati, del centro e ci imbattemmo in un uomo singolare in una altrettanto singolare situazione. Gli sbattemmo quasi contro e ricordo che ridevamo di gusto per la fuga riuscita senza intoppi.
Quest’uomo, avrà avuto oltre sessant’anni, ci guardò e onestamente non ricordo se ci chiese informazioni o cosa…mi ricordo una sensazione di ovattato intorno e riuscì a comprendere solo le frasi che rivolse ad ognuna di noi. Guardò una delle mie amiche e le disse che con il suo sguardo avrebbe incantato chiunque, a me disse che il mio sorriso sarebbe divenuto la mia arma e all’altra delle mie amiche disse che la sua mente acuta l’avrebbe aiutata in molte situazioni. Oggi vi dico che così è sempre stato. Appena vedo le brutte in qualsiasi situazione io sorrido e ritrovo la luce. Stesso per le mie amiche.
Feci altri incontri particolari negli anni a seguire e ognuno mi riportava sul mio patto. Fin da piccola non ho solo dimostrato di avere un talento per apprendere facilmente le altre lingue (si, mi è capitato anche con altre lingue un apprendimento veloce ma non le ho mai volute approfondire, un po’ per il poco interesse un po’ per pigrizia), ma sono portata molto per il disegno e ho sempre avuto una grande passione per i fumetti e per la Disney. Perciò il mio più grande desiderio era diventare una disegnatrice per bambini. Mai realizzato questo sogno perché secondo mia madre era una perdita di tempo. Dovevo trovarmi un lavoro serio che mi portasse soldi in tasca. Mio padre mi incoraggiava sempre a disegnare e se lui diceva “ sei bravissima” lei rispondeva “metti via quella roba a va lavare i piatti”. Quando disegnavo lo facevo di nascosto e se sentivo che lei si avvicinava alla mia stanza mi prendeva il panico e nascondevo tutto per paura delle sue reazioni.
Il destino volle che trovai lavoro come hostess per una mostra della Disney e mi mettessero a lavorare con i disegnatori dell’accademia. Io avevo il semplice incarico di far partecipare dei bambini ad un concorso di disegno. In pratica la mia felicita…Disney, bambini, disegno….dalla vita non potevo chiedere altro…ero la persona più felice del pianeta. In quel periodo incontrai un uomo che come me era appassionato della Disney e veniva spesso li alla mostra per godersi la magia che era stata portata in quei luoghi. Io stessa mi sentivo come la protagonista di una della loro favole. Quest’uomo si rivelò alla fine un astrologo. Stringemmo una buona amicizia che ebbe però solo la parentesi di quel periodo, poi non lo rividi più come è successo con tutte le persone che prima e dopo di lui mi hanno ricondotta sul mio cammino. Mi fece un quadro astrale e da li usci fuori che il mondo del disegno e dell’arte erano solo una piccola parte della mia vita, che si avevo un dono ma che non era quella la mia strada(quante volte in questi anni l’ho sentito…”non è questa la tua strada” “sei sulla strada sbagliata”), ma che ero una persona spirituale e che la mia strada era una ricerca interiore. Vallo a spiegare ad una ragazzina di diciannove anni. Sorrisi e dentro di me gli diedi del pazzo ciarlatano. Io volevo solo disegnare.
Se il mio sorriso era la mia luce, il mio sguardo erano il mio lato oscuro. Iniziai ad incontrare e attirare persone con energia negativa e tutti erano attratti dai miei occhi. Dicevano che avevo uno strano sguardo e che ne erano spaventati. Dicevano che erano diversi che ci vedevano il male. Questa cosa mi buttò parecchio giù e mi portò una grande inquietudine. Mi ero convinta di non avere una bella anima e che c’era qualcosa di oscuro dentro di me e per quello mi ero sempre sentita diversa. Ne ero talmente convinta che se qualcuno mi diceva qualcosa o faceva del male io gli auguravo qualcosa di poco gradevole e poco dopo qualcosa, di appunto poco carino gli accadeva. Non sapevo che eravamo esseri in grado di creare in questo modo…non sapevo nulla. Quando attraversai la fase dai sedici ai ventitré mi sentivo carica di energia, ma non mi rendevo conto che come una spugna stavo assorbendo energia negativa da chi mi stava intorno per poi ributtarla fuori senza controllo…in pratica un “dove colgo colgo” senza volerlo. Mi riavvicinai alle mantiche e scoprì di essere sempre più precisa nella loro interpretazione. Così sentivo che potevo osare di più, mi sentivo forte….
Credo molto nel fatto che energie superiori ci guidino sul nostro cammino e credo nelle energie positive e in quelle negative. Credo che si debba portare rispetto per qualsiasi forma di energia ci venga messa a disposizione…adesso ci credo. Al tempo non sapevo e mi buttai in un qualcosa che non conoscevo e questo mi si è rigirato contro come ci si aspetti che succeda a chi fa qualcosa di avventato, senza ragionare e senza ascoltare il famoso istinto o voce interiore. Così, come succede sempre a chi è troppo sicuro di se, prima o poi fai il botto. Il mio si è portato dietro un eco che è durato anni. Così presi nuovamente le distanze da certe idee e situazioni. In qualche modo presi le distanze anche dalle mie amiche ma non del tutto, diciamo che per qualche mese non si è più toccato un certo argomento e ci si vedeva raramente.
Nel periodo buio incontrai un uomo che dicevano fosse un medium. In quel periodo frequentavamo i classici pub, eravamo a metà degli anni novanta e le serate erano fatte di birra e patatine. Io e una mia amica ci avvicinammo a questo signore, molto distinto oltretutto. Ricordo tutto di lui, da come era vestito a come era rimasto seduto ed impassibile per tutto il tempo della nostra conversazione. Ma quello che rimase indelebile furono i suoi occhi il suo sguardo. Era un uomo senza età…dai 60 ai 75? Di meno? di più?…non saprei dirlo.
Al tempo io e la mia amica non eravamo molto unite, direi che forse neanche ci piacevamo molto, ma la vita l’ha messa sul mio cammino sin da bambina così tante volte che un perché anche lì doveva esserci. Al tempo stavo con un ragazzo, e ne ero talmente innamorata che ero certissima che saremmo rimasti insieme per sempre. Per farla breve quest’uomo senza scomporsi mi disse, che con quel ragazzo non sarebbe durata ancora molto, che io e quella mia amica saremmo diventate come sorelle, che avrei ricoperto un posto dirigenziale e che avevo un leggero strabismo di venere che rendeva il mio sguardo particolare e che era un segno di fortuna…e che avevo una forte protezione che veniva dall’altra dimensione. Allora diedi anche a lui del ciarlatano nella mia mente, ma sono sicura che lui lesse nella mia mente perché quando lo salutammo e ringraziammo mi guardo con una sorriso sotto quei suoi baffi da inizio ‘800. Pochi mesi dopo mi lasciai da quel ragazzo, in molti iniziarono a notare il mio strabismo e finalmente ripresi ad amare il mio sguardo e non vedevo più niente di male nella mia anima, alcuni anni dopo in sogno è apparsi da quella dimensione chi s’impegna così tanto a starmi vicino e io e quella mia amica siamo diventate come sorelle. Per quanto riguarda il posto dirigenziale ho ancora dei dubbi visto il mio status da disoccupata…ma dirigere una casa e pur sempre un posto dirigenziale no!?
Dopo il periodo buio iniziai a soffrire di attacchi di panico, e se prima ero un tipo solitario dopo questa esperienza sono diventata un vero eremita. L’esperienza mi aveva insegnato a chiudermi sempre di più e gli anni a seguire mi davano conferma di una mia sempre più profonda convinzione. Aprirsi agli altri era come fornire al prossimo un arma che poi avrebbero usato contro di te. Perciò rimanere in silenzio e tenersi tutto dentro era la soluzione migliore per sopravvivere. Ma questo mi faceva stare male. L’ansia saliva, persi tutta la mia solarità la mia allegria e vitalità che mi fece definire da un seminarista come” una tempesta nel deserto”, tutto svanito. Mi era rimasta la mia arte come unica valvola di sfogo. Iniziai così a disegnare cose sempre più complessa da capire, in ogni disegno c’era una senso di inquietudine che avevo dentro e che potevo esternare solo così. Mia madre vedeva questi disegni e diceva che ero indemoniata…sempre la solita cara mammina. Mio padre osservava in silenzio e non mi lasciava mai troppo lontana dal suo campo visivo o dal suo radar paterno. Devo ammettere che entrambi mi sono stati molto vicino durante il periodo dei miei attacchi di panico, anche se mia madre dava la colpa a qualcosa di fisico. Per lei avevo qualcosa che non andava fisicamente e nonostante, dopo una settimana di ospedale, fossi uscita da li che ero sanissima come un pesce, per lei ero malata. E giù con tac, risonanze, elettroencefalogrammi e chi più ne ha più ne metta. Figurati se quella figlia strana (definita più volte la pecora nera e “perché non potevo avere una figlia come quella della vicina”) potesse avere un anima e che quell’anima si stava ribellando al mondo che aveva intorno e la stava soffocando. Figurati…solita testa vuota.
Ovviamente in tutto questo caos di vita ne hanno fatto parte anche mio cognato e mia cognata che, a modo loro, coscienti o no, mi tengono connessa con la mia parte interiore, ricordandomi che c’è altro oltre quello che vediamo.
Era durante una festa di carnevale pochi mesi dopo il periodo buio che una delle mie amiche si presenta dicendoci di essere stata ad un pub e di aver fatto lì la conoscenza di un uomo che studiava sciamanismo. Il tipo, senza che lei ci avesse menzionate, gli disse: “la prossima volta che vieni porta le tue due amiche” inutile dirlo che uscita dal pub si è catapultata da noi alla festa per dirci dell’accaduto. Io all’inizio mi rifiutai…ero rimasta scottata e avevo paura di ritrovarmi nuovamente coinvolta in qualcosa che non ero in grado di controllare.
Alla fine mi convinsi…era più forte di me…sempre lì mi riportano.
Non ricordo se la sera dopo o alcune sere dopo, ma andammo da quest’uomo, che alla fine si rivelo essere non eccessivamente più grande di noi, forse sette o otto anni in più. Nonostante la sua giovane età parlava come se avesse camminato su questa terra per migliaia di anni.
Con lui iniziammo un percorso che ci fece comprendere dove avevamo sbagliato, come proteggerci e che eravamo anime antiche che si reincarnavano su questo pianeta da così tanto tempo che non ci era neanche dato immaginare. Ammetto di aver pensato che anche lui fosse un ciarlatano (lo faccio sempre) ma mentre ci leggeva le carte involontariamente sotto al tavolo incrociai le mie dita in un modo singolare che faccio di abitudine perché mi infonde calma. Non sapevo che quel modo di mettere le dita fosse un simbolo scaramantico di un determinato paese. Fatto sta che lui si ferma dalla lettura e mi fa” perché fai gli scongiuri sotto al tavolo” la mia reazione fu abbastanza imbarazzata, confusa e non so come altro descriverla. Iniziai a farmi una serie di veloci domande: come diavolo facesse a sapere cosa stavano facendo le mie mani sotto al tavolo? E poi: io come scongiuri, da buona italiana, conosco solo le corna e non era quello che stavo facendo. E ancora: mi starà leggendo la mente…oddio speriamo di no. Alla fine presi coraggio che gli feci vedere quel mio modo convulso di tenermi il pollice, mi spiegò che era un simbolo scaramantico di un altro paese.
Reminiscenze di una vita passata? Chi potrà mai saperlo.
Dopo quell’episodio smisi di considerarlo un ciarlatano. Quella sera durante la lettura di gruppo ci disse diverse cose. Una, la più vera, è che io ho una forte connessione con i nativi d’America. Negli anni a seguire questa cosa si rivelò verissima, anche se al tempo pensavo fossero solo il popolo che piaceva tanto alla mia amica ma dentro di me sapevo e ricordavo alcune cose del periodo prima di tornare in Italia che finalmente trovarono un loro senso. Poi disse che solo una di noi sarebbe rimasta su quella strada e sapevo già di essere io e mi parlò del mio attuale compagno che mi avrebbe aiutato in questo cammino, e così è.
In quel periodo feci determinati sogno molto ricchi di dettagli e forti sensazioni. Ricordo che dovevamo vederci con questo sciamano a casa del ragazzo di una delle mie amiche per una seduta, dove mi disse che avevo le doti di guaritrice ( non sarà il primo a dirmelo nel corso degli anni) e mi spiegò alcune tecniche. La mattina, prima di andare, feci un disegno del posto che avevo sognato e lo portai per mostrarglielo. Lo osservò per un lungo periodo, non disse nulla e iniziò la seduta. Finito tutto ci salutammo, lui andò via e io riordinando le mie cose non trovai più il mio disegno. Quello fu l’ultimo incontro con lo sciamano. Sono certa che il disegno sia sparito con lui. Per mia fortuna ho dalla mia parte una memoria fotografica e un talento artistico ed ho riprodotto il disegno la sera stessa.
Anni dopo mi trovai a lavorare su una campagna di marketing per una nota azienda e li incontrai un gruppo di persone… le prime che mi accesero realmente l’interruttore.
Un discorso non ancora affrontato è quello della religione. Nata cattolica, ma oggi mi considero figlia di nessuna religione e simpatizzante di alcune ma senza averle mai studiate a fondo. Solo il buddismo mi ha sempre attratta e sono fermamente convinta nella teoria della reincarnazione da sempre…bhe…diciamo che ho approfondito l’argomento intorno ai miei diciannove anni e per tutto il periodo buio.
La religione è un argomento che non mi piace discutere perché per noi è un discorso così vasto e profondo da rischiare di scivolare sul banale se limitato a poche righe. Mi limiterò a dire che ho una mia fede, cresciuta e formatasi nel corso di questi anni di esperienza ma che so che c’è molto di più di quello che riesco a comprendere adesso.
Questa piccola premessa per tornare alle mie nuove amicizie sempre racchiuse in una parentesi di pochi mesi. Erano marito e moglie, o forse erano solo due conviventi e questo non l’ho mai capito. Avevano una vita diversa dalla mia ma li sentivo vicini e sentivo che era quella la vita che mi calmava l’anima. Si perché io avevo bisogno di qualcuno che sapesse dare alla mia anima un equilibrio che non ero in grado di trovare da sola…o almeno anche questo era quello che pensavo al tempo.
Ricordo che durante una pausa a lavoro stavo leggendo un libro, e lo giuro…presi quel libro solo per colpa della sua copertina che mi aveva incuriosita. Lei mi guardò con un misto di sorpresa e compiacimento e mi disse: “non ti credevo tipo da questo genere”. In quel momento pensai: “ho attratto con l’inganno questa persona”, oggi so che non è così e che quel libro mi ha chiamata per essere il mio gancio per la libertà…tanto che il suo autore è stato per anni il mio scrittore preferito aprendomi porte dopo porte per questo viaggio interiore che prima o poi tutti dovremo fare…o almeno dovremmo.
Da quel giorno iniziò tra me, lei e suo marito, e un altro paio del gruppo una forte intesa e amicizia. Solo con una ragazza di quel periodo l’amicizia si è mantenuta nel corso di questi anni essendo lei un evidente Indaco.
Una sera la magica coppia organizzò una festa a casa loro. Una bellissima casa di un epoca passata nella provincia vicino alla città dove vivo. Al tempo stavo con una persona, una di quelle che dovevo evitare ma che ho lasciato entrare nella mia vita e che si è rivelata dannosa…ma il karma va rispettato e ho subito. Tutto il nostro ufficio era stato invitato e io e la mia amica indaco siamo andate con il tipo che io frequentavo in quel periodo. Oltre a noi c’erano dei loro amici, persone ancora più singolari e che in seguito si unirono al nostro ufficio per quella campagna di marketing. Fu una grande esperienza, sia quella festa che il periodo passato con queste persone. Fu la prima volta che sentii parlare di vite su altri pianeti…non che non ci credessi, solo che era un argomento che non avevo mai approfondito e che non pensavo potesse interessarmi. Potevo parlare di reincarnazione (li parlammo dei nativi americani) senza subire sguardi di derisione, al contrario mi vennero date conferme dalle esperienze di chi era riuscito a ricordare frammenti di vite passate. Erano per la maggior parte persone che rispettavano l’ambiente e con lui gli esseri che ci vivevano. Mangiai per la prima volta dei piatti vegetariani dal sapore divino e per la prima volta sentii una connessione di familiarità con persone del tutto estranee. Sapevo solo che volevo stare con quelle persone, perché loro mi davano luce e sentivo che c’era con loro uno scambio di energia positiva. Il lato oscuro era scomparso e avevo ritrovato la mia luce…ma non sapevo. Intuivo. Il tipo con il quale stavo mi dava della pazza perché io gli ripetevo che volevo stare con la mia gente con quelli come me…lui non capiva, io mi sentivo mancare l’aria se mi impediva di vedere quelle persone perché per lui erano una minaccia al suo controllo su di me.
Un pomeriggio di nascosto mi vidi con la donna magica e la ragazza indaco. Andammo da una medium amica della donna e ricevette me e la mia amica indaco insieme. Io ero piena delle mie convinzioni al tempo e non ero aperta ad altre possibilità oltre la mia realtà, quella che mi ero costruita dentro. La medium entrò in una sorta di trans iniziando a parlare con una voce diversa quasi metallica. Ricordo che non sapevo se ridere o scappare, ma scelsi di rimanere impassibile alla cosa. Rimasi seduta sul divano in silenzio, fissandola in cerca di qualche cedimento di umanità. Non avvenne. Parlò molto con la mia amica indaco rassicurandola come aveva fatto il medium dell’800 con me, e sembrava averla molto in simpatia. Alla fine si voltò verso di me con un movimento che mi riportò alla mente il film dell’esorcista (volevo piangere e scappare). Mi fissò a lungo e, senza togliermi i suoi occhi assenti di dosso, disse alla ragazza indaco: “la tua amica è sulla strada sbagliata”. Ma davvero??? Strano, me lo dicono solo da quando sono nata. Cosa pensai? “Ciarlatana” si lo penso di tutti quelli che mi hanno riportata sulla mia strada. Perché alla fine la donna con la voce da alieno e l’aspetto della bimba dell’esorcista aveva ragione…come tutti gli altri.

Per molte ragione io e le mie amiche abbiamo preso vite diverse, rimanendo comunque in contatto. Ho capito col tempo che erano veramente lì per me perché tra di loro non si sentono più ed è solo con me che mantengono il rapporto di amicizia…e pensare che ero io l’outsider.
In quel periodo avevo stretto amicizia con una ragazza molto più giovane di me con la quale avevo creato un rapporto unico, epico. Eravamo talmente in sintonia nelle nostre enormi diversità che non era possibile non pensare che una fosse il completamento dell’altra. Entrambe stavamo passando un periodo di rottura con i nostri rispettivi ragazzi e una volta chiuse queste storie, in una calde estate dei primi anni 2000, abbiamo deciso di regalarci un viaggio per ritrovare un po’ di serenità. Come me, lei credeva in determinate energie ma troppo spesso vacillava perché era circondata da troppo densità da non riuscire a vedere quello che io avevo iniziato a percepire, ma nonostante questo ci credeva e tentava, ed io ero sicura che un giorno ci sarebbe riuscita perché sentivo la sua anima. E fu in quel viaggio che successe quello che aspettavo da quando ero bambina. Quella sensazione di mancanza che mi tormentava, l’appartenenza, la famiglia da ritrovare…il fratello perduto. Tornavamo dalla spiaggia e mentre parlavamo lo vidi li, mentre usciva dalla macchina, e come se il mondo andasse a rallentatore ci fissammo per un periodo incalcolabile. Io sapevo chi era e lo sapeva anche lui. “Ciao….” Anche la sua voce era famigliare. Il mio gemello era li. Il famoso gemello che avevo cercato per anni. Capii che era lui immediatamente perché appena lo vidi sentì sparire qual senso di abbandono e negli anni a venire ogni volta che ci salutavamo per tornare nelle nostre città mi rimaneva un vuoto dentro che mi lasciava una profonda tristezza. Parlammo a lungo e scoprimmo di essere nati lo stesso giorno…ecco la conferma. Ma no, ovviamente non siamo fratelli biologici, ma chi segue il risveglio sa che tipo di legame è il nostro, quello che va oltre il legame terreno. E’ sempre stato mio fratello e continuerà ad esserlo ovunque la vita ci porterà. Nonostante adesso le nostre vite si siano separate io sono serena e so che da qualche parte il mio gemello esiste. Il nostro distacco però non mi ha portato l’allontanamento di sua madre che in questi anni è stata una guida fondamentale per il mio risveglio. Nel mio cuore li porto come la famiglia degli angeli: Silenziosi, discreti, tempestivi. Questi erano i miei angeli, coloro che diedero alla mia esistenza una nuova vita; diversa…viva…intensa come non lo era più stata da tempo…o forse non lo era mai stata in realtà. Da quel primo incontro non ho più guardato il mondo con gli stessi occhi. Tutto andava oltre ciò che vedevo, ciò che mi contornava si ricopriva di colori vivi e anche i profumi si intensificavano. Finalmente mi sentivo con la mia famiglia. Passai anni bellissimi e in quegli anni crescevo dentro, facevo ricerche e trovavo risposte. Era come se adesso l’universo mi srotolasse davanti agli occhi un papiro di nozioni che potevano saziare la mia fame di conoscenza su chi ero e chi eravamo. Tra libri internet e altri incontri tutto si formava con rapidità. I miei sogni si facevano più vivi tanto che più volte le mie guide si sono manifestate in sogno in modo molto discreto, senza arrecarmi traumi come può accadere a molti, ma con l’unico intento di lasciarmi dei messaggi da analizzare e comprendere. La mamma del mio amico tutt’oggi ha la capacità di mandarmi messaggi quando io sono in chiusura per non farmi scendere dal mio binario e di frequenza. In sogno ho rivissuto chiaramente la parte finale di una delle mie vite. Diciamo che in quel periodo i miei canali ricettivi erano decisamente aperti.
Al ritorno da quella famosa vacanza estiva la mia vita era cambiata. Cambiai lavoro, mi aprii a nuove amicizie tutto era nuovo, tutto era pieno di vita e io di entusiasmo. Decisi che per questo cambiamento mi sarei regalata un tatuaggio che già volevo fare da anni. Quello era il momento giusto. Disegnai da me quello che mi volevo tatuare, e ovviamente la mia scelta andò sui nativi americani, che ormai facevano parte della mia essenza. Avevo anche stretto amicizia tramite mia sorella con un nativo del nord America e ancora oggi se capita ci sentiamo.
Come dicevo la vita aveva preso la sua strada, o meglio…io stavo finalmente comprendendo la mia.
I mesi passavano e un’altra estate era giunta, e come tutte le estati ogni città si anima con feste, fiere ed avvenimenti sociali di ogni tipo. Così una sera con mia sorella, la mia amica, le mie nipoti e altre persone decidiamo di andare ad una di queste manifestazioni dove si teneva anche un concerto. Abbiamo cenato tra una battuta e tante risate e poi ci siamo dirette verso la zona dove si teneva l’esibizione. E come mi succede ogni volta che l’universo si muove verso di me, tutto improvvisamente va a rallentatore e il mio sguardo con tutta la mia attenzione vengono catturati da una banco. Esposto su di esso tutta l’essenza dei nativi americani. Non solo per la merce esposta, ma per l’energia che ricevevo da quel luogo. Era vuoto, le luci erano spente e nessuno lo stava custodendo in quel momento…ma io non ho mai sentito tanta vita ed energia passarmi da parte a parte ed agganciarmi come un pesce ad un amo. Volevo andare li…dovevo andare li. Mi sentì trascinare via da quello stato ipnotico, credo da una delle mie nipoti, ma la mia amica si accorse del mio cambiamento e mi promise che dopo il concerto ci saremmo tornate. Non seguì nulla del concerto, ed ero impaziente come un bambino la vigilia di natale alle 23.30.
L’universo decise di darmi nuovamente un aiutino…iniziò ad arrivare troppa gente al concerto e da dove eravamo noi non si vedeva quasi più niente, potevamo solo sentire. Con noi avevamo anche due bambine piccole e la situazione iniziava a diventare scomoda per tutte. Così decidemmo di lasciare l’area del concerto per vagare tra i banchi, loro per trovare qualche accessori o ninnoli vari, io invece avevo una sola meta. Presi la mia amica e mia nipote e ci dirigemmo verso il banco dei nativi e più ci avvicinavamo, più udivo una musica che mi guidava sulla strada del banco, infatti la musica veniva proprio da li.
Iniziammo a guardare tra la merce esposta, e non vedevo cose così bella sui nativi americani da molto tempo. Non so cosa stessi cercando ma dovevo continuare a cercare. Portavo una maglietta che lasciava scoperto il tatuaggio che mi ero fatta l’anno prima, era luglio, faceva caldo e la manica lunga era fuori discussione anche la sera. Udii una voce dietro di me:” è un tatuaggio importante quello che hai, di grande potere”…e pensare che quando l’ho creato ho solo seguito un istinto basato sul mio gusto artistico ed estetico. Mi voltai e mi trovai davanti un nativo, il proprietario dl banco. Descriverlo non è semplice, descrivere la sua voce e quello che trasmette impossibile, descrivere la sua energia impensabile. Ed ecco lì, una delle mie più grandi guide terrene. Un altro fratello spirituale, diverso certo dal mio gemello, quello che avevo davanti era uno sciamano da generazioni e tutt’oggi sempre presente anche se la vita non ci permette di frequentarci come vorremo.
Gran parte di quello che ho imparato su di me in questi anni lo devo a lui, ai suoi mille insegnamenti nascosti nei suoi silenzi, ai suoi consigli lasciati lì come se fosse un caso…la sua discrezione è un tesoro raro. Ma ha saputo toccare anche corde in modo forte per farmi abbattere muri che inconsciamente tiravo su per difendermi quando avvertivo sensazioni scomode. Guardarsi dentro è la cosa più difficile da fare e da affrontare. Scontrarsi con noi stessi, il nostro più grande nemico in molti casi, è la cosa che più ci mette paura…e io quei muri li ergevo più contro me stessa che contro gli altri. Quell’estate tornarono i miei attacchi di panico e in modo quasi distruttivo, ma trovai il coraggio di affrontarli e di renderli alla fine degli alleati. Lo sciamano (spesso questa parola nella nostra cultura viene beffeggiata e sottovalutata perché non se ne comprende il vero significato e purtroppo mi rendo conto su quanta ignoranza si poggi la nostra società…abbiamo delle fondamenta veramente piccole e non saremo mai in grado di elevare le nostre energie ai livelli del popolo che abbiamo cercato di sterminare.) ha aperto i miei occhi sul mio cammino, sul fatto che la vita non è un caso, e che non ci troviamo su questo mondo tanto per trascorrere del tempo fino al giorno della nostra morte. Che tutti abbiamo uno scopo, ma che non tutti riescono a comprenderlo. Ho spesso riflettuto su questa cosa e se penso di dover vivere tanto per farlo, di vivere senza dare uno scopo a questa mia esistenza…bhe, questo equivale ad essere già morti. Ammetto di aver buttato molto del mio tempo senza capire da che parte andare, e spesso presa dalla sconforto quando non ricevevo segni dall’universo, mi bloccavo e guardavo la vita passare…ore, giorni, mesi…anni che nessuno mi riporterà. In parte mi odio per questo, ma forse non sarei arrivata e certe conclusioni o non avrei mai sentito la vera me se non mi fossi fermata ad ascoltare. Corriamo tutto il giorno per mille leggerezze, futili occasioni che non ci soddisfano mai, e ripartiamo a cercare quale sarà la prossima cosa che ci regalerà un sorriso che durerà cinque minuti, forse un pomeriggio, ma la sera, quando le luci si spengono sentiremo nuovamente qual vuoto farsi strada tra mente e anima. Pochi fortunati si rendono conto in tempo che l’illusione nella quale ci fanno vivere ci tiene lontani da quello che alla fine non lascerà molto spazio per quel vuoto. La realizzazione del nostro patto, il motivo per il quale siamo qui, ognuno il suo, cucito perfettamente sulla sua anima, la sua energia. Quante altre persone ho incontrato dopo lo sciamano? Tante. Una volta che apri te stesso all’universo, lui non chiude la trasmissione e continua ad inviarti ciò di cui hai bisogno e le persone giuste al momento giusto. Questo mondo, visto con gli occhi senza velo è un mondo incantevole, popolato da esseri unici, tutti con un grande valore, ognuno con una storia da scrivere ed essere apprezzata, perché appunto unica per quanto simile ad altre.